Le tracce di un Medioevo temporalmente così lontano sono vicine, molto vicine. Basta salire da Anghiari lungo la piana del torrente Sovara, la valle aretina chiamata Suaria per gli allevamenti di suini. Da qui si intravedono smerli e torri di imponenti manieri che come giganti stavano a guardia dell’Alto Tevere toscano. In questo lembo di terra così piccolo, ma crocevia importante per il passaggio da Arezzo all’Adriatico, numerose erano le costruzioni fortificate, come del resto gli assalti e le scorribande, tanto che molti di tali fortilizi sono andati distrutti o, viceversa, sono divenuti ville o abitazioni rurali.
Posto sull’omonimo colle a guardia dell’Alpe di Catenaia, il Castello di Montauto fu costruito intorno al 1170-1180. Il colle tuttavia, già in epoca etrusca, aveva conosciuto insediamenti abitativi, data la ricchezza di miniere di rame nel territorio circostante. La potenza e l’importanza del castello sono documentate dalle triplice cinta muraria che lo caratterizzava e dal poderoso maschio. Il maniero era collocato in una pozione unica che lo rendeva praticamente inattaccabile: abbarbicato su un’altura di 700 metri con intorno le rocce della montagna e lo strapiombo della valle dove lento scorreva il Sovara. Intorno ai primi anni del Cinquecento venne espugnato dai fiorentini che ne trafugarono tutti i tesori e, dopo la quasi totale distruzione, fu riedificato in epoca rinascimentale.
Al castello di Montauto giunse più volte anche san Francesco nei suoi spostamenti dalla Verna, tanto che fino al 1503 la cappella di Montauto ha conservato una sua tonaca. Il fortilizio è ancor oggi di proprietà della famiglia dei conti Barbolani da Montauto.
Agli albori dell’anno Mille le torri del Castello di Galbino erano già là e svettavano possenti dalla piana del Sovara verso il cielo. L’antico maniero, divenuto e rimasto tuttora residenza gentilizia, faceva parte del feudo del conte Ranieri. Il fortilizio si presenta oggi con una torre al centro della copertura e torrioncini cilindrici agli angoli della pianta quadrata. Di notevole pregio la loggia con colonne in pietra che impreziosisce la facciata.
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